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Un Bellissimo Castello - Lesson Plan | bARTolomeo

Un bellissimo castello

Lesson plan

Descrizione

Sono tantissimi i castelli che punteggiano il panorama italiano: questa unità propone l’analisi della struttura tipo di un castello, ed è studiata per lavorare sull’ampliamento della terminologia specifica. Il lavoro in aula può preludere all’uscita didattica, durante la quale i bambini possono mettere alla prova le loro doti di osservazione e possono applicare ciò che hanno appreso in aula.

Obiettivi

  • impadronirsi di una nuova terminologia;
  • condividere conoscenze ed esperienze;
  • capire i nessi tra forma e funzione, fondamentali per interpretare l’architettura;
  • imparare a ricavare informazioni e conoscenze da fonti di tipo diverso (es: gli elementi architettonici)
  • rappresentare conoscenze e concetti appresi mediante disegni.

Strumenti Materiali

LIM/videoproiettore; computer; post-it; fogli A4; colori (pennarelli o matite)

Durata

1,3

Ora

Classe

Prima e Seconda

Attività

1. Discussione

Chiedete ai bambini se sanno cosa è un castello e a cosa serve, se ne hanno mai visitato uno. Chiedete se sono in grado di descriverne uno e che cosa li caratterizza (es: torri, merli, feritoie, ponti levatoi). Man mano che vengono individuati degli elementi, segnateli sui post-it colorati e incollati sul muro/lavagna, così che siano sotto gli occhi di tutti.

2. In pratica

Finita la prima fase di discussione, chiedete che mettano su carta, con uno schizzo, quello che per loro è il castello ideale. Visualizzate poi, insieme, gli elementi distintivi che tutti hanno raffigurato nei loro castelli e metteteli a confronto con quelli che avete elencato sui post-it.

3. Osservazione

A questo punto, una volta che le conoscenze e l’immaginazione dei bambini sono state stimolate, proiettate a parete il gioco di Bartolomeo, che presenta una serie di elementi attivi. Potete far aprire i link ai bambini o farlo voi stessi, procedendo in modo da collegare i termini segnati alla lavagna con quello che state proiettando. Prima di attivare i link, provate a chiedere ai bambini se riconoscono gli elementi e se ne sanno riconoscere le funzioni. Dopo le loro risposte, attivate i link per completare le informazioni.

4. Lessico specifico

_ Mastio: il mastio è la torre principale del castello, nel Medioevo e fino al XVI secolo. Ha grandi dimensioni ed è il luogo più sicuro e fortificato di tutto il complesso.

_ Feritoia: la feritoia è un’apertura stretta, attraverso la quale si possono usare armi senza essere visti e colpiti. Può avere forme diverse a seconda delle armi che vengono usate; ad esempio, hanno forma di croce se vengono usate per tirare con la balestra.

_ Caditoia: la caditoia è una specie di botola aperta nel pavimento di strutture aggettanti (es: i camminamenti di ronda), e viene usata per lanciare proiettili, pietre o altro sugli assalitori.

_ Ponte levatoio: il ponte levatoio è un ponte mobile, che veniva usato per superare il fossato esterno.

_ Fossato: il fossato è uno scavo che segue le mura esterne del castello, e che impedisce agli assalitori di avvicinarsi troppo. Può essere anche riempito d’acqua, se non è troppo largo.

_ Merlo: i merli danno alle mura del castello il classico aspetto dentato. Possono essere a coda di rondine (o ghibellini) se il castello è fedele all’imperatore, quadrati (o guelfi) se il castello è fedele al papato.

_ Camminamento di ronda: si tratta di una sorta di balconata sospesa e protetta in cima alle mura del castello; consente alle sentinelle di percorrere tutto il perimetro senza essere visti dall’esterno.

_ Corte: ampio cortile interno, su cui si affacciano le attività e la vita del castello.

_ Rivellino: elemento di fortificazione staccato dalla cinta muraria, di solito messo davanti a porte e ingressi per proteggerli, e posto in modo da fornire un’ulteriore possibilità di fuoco sul fossato.

5. In gita

Sono moltissimi e affascinanti i castelli distribuiti sul territorio italiano. Vi suggeriamo questa attività didattica come propedeutica alla scoperta del castello più vicino alla vostra scuola, e vi suggeriamo di combinarla con l’attività di laboratorio che trovate qui.